
Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.30
presso la sede storica di Palazzo Tosio
L’Accademico
CARLO ZANI
parlerà sul tema
Novità e qualche precisazione
sulle mura di Brescia.
Gli studi più recenti, alimentati da documenti inediti o poco noti, consentono oggi di restituire un’immagine più nitida delle antiche mura di Brescia, un sistema difensivo che per secoli ha determinato la forma stessa della città. Le ricostruzioni attraversano tre fasi cruciali. La più antica è quella romana, della quale restano alcuni tratti murari e due torri — una quadrata e una circolare — preziose testimonianze dell’assetto urbano d’età imperiale.
Il medioevo segna invece un’espansione decisa verso occidente, con i due ampliamenti ravvicinati del 1186 e del 1237. Quest’ultimo comportò un vero piano regolatore ante litteram: nuove strade, nuovi isolati e una ridefinizione complessiva degli spazi urbani. Al periodo medievale appartiene la creazione della cittadella nuova, nucleo fortificato dell’attuale piazza Paolo VI sede delle magistrature civili e religiose, e la successiva cinta della Garzetta, che la collegava all’omonima fortificazione meridionale. Queste strutture rimasero operative fino a oltre la metà del Quattrocento, resistendo anche al lungo assedio del Piccinino durante il tentativo milanese di riconquistare la città, passata nel 1426 sotto Venezia.
Con il consolidarsi dello Stato da Terra, la Serenissima avviò una vasta riforma difensiva: fortificò i capisaldi di confine in prima linea — Asola, Pontevico, Orzinuovi, Rovato, Romano e Crema — e programmò il completo rifacimento delle mura cittadine e del castello immaginando Brescia come la principale piazzaforte contrapposta ai territori del Ducato milanese. Il cantiere, aperto nel 1467, si protrasse per oltre mezzo secolo, fino al 1519, ridisegnando in profondità la fisionomia urbana.
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Partecipazione da remoto con collegamento a:
https://us06web.zoom.us/j/86960785027?pwd=X2s9F9dktHNxmkn7cRaS1ZDbjLfj17.1

