
Giovedì 30 gennaio 2026, alle ore 17.00
presso la sede storica di Palazzo Toio
Angelo Piero Cappello
(Direttore generale creatività contemporanea Ministero della Cultura)
parlerà sul tema:
Il Santo e il Poeta.
Mito e rito di Francesco in d’Annunzio.
interverranno:
Francesca Caruso
(Assessore alla cultura della Regione Lombardia).
Emanuele Merlino
(Capo Segreteria tecnica del Ministro della Cultura)
Nelle opere di d’Annunzio, i primi riferimenti al mondo francescano, relativamente al sentimento d’amore per le creature, risalgono addirittura agli anni «abruzzesi»; ma il tema trovò più ampio sviluppo, sul piano biografico e letterario, al tempo dei «pellegrinaggi» nelle terre francescane, dal 1896 al 1908, prima con la Duse, poi – in un’atmosfera di più marcato erotismo – con Giuseppina Mancini. Quasi tutte le opere letterarie di d’Annunzio, comprese quelle legate al tema della guerra, di Fiume e delle polemiche politiche successive, recano tracce di temi e motivi francescani. Infine, quando ormai non sarà più tempo di pellegrinaggi ma di isolamento, venne il momento di circondarsi di simbologie e rimandi iconografici alla tradizione dell’asceta: dal 1921, anno del suo insediamento a villa Cargnacco, da lui ribattezzata Il Vittoriale degli Italiani, prenderà avvio un sempre più marcato “rito” di identificazione tra sé, asceta della poesia e “poverello” di Cristo in letteratura, e l’asceta di Assisi, in una chiave che, come conferma il suo primo biografo Tom Antongini, resta, però, di assoluto ateismo: «Su questo non v’è alcun dubbio. Come non v’è alcun dubbio che il suo proclamato e decantato culto per San Francesco d’Assisi, non abbia, di religioso, che l’apparenza».
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Partecipazione da remoto con collegamento a:
https://us06web.zoom.us/j/89448320929?pwd=SmXEcHgNGUHZh0UUsyOLUM4xS3wcTl.1

