Organizzazione e finalità

L’Accademia – riconosciuta prima con Decreto Reale (1906), poi con Decreto del Presidente della Repubblica (1953) – recentemente costituita in ONLUS, ha avuto più di una sede; in origine presso il Convento di San Domenico; poi, presso la Civica Biblioteca Queriniana; indi in Palazzo Martinengo da Barco, presso la Pinacoteca; ed ancora nel prestigioso Palazzo Tosio, ove è insediato da più di cent’anni.

L’Ateneo, come previsto dallo Statuto [leggi], è costituito da due categorie di Soci: i Soci Effettivi e i Soci corrispondenti proposti e nominati fra quanti abbiano contribuito con studi o con azioni ad ampliare le conoscenze sul territorio nell’ambito scientifico, storico, letterario ed artistico. I Soci effettivi, domiciliati nel territorio provinciale, per regola statutaria non possono essere più di 90 e fanno capo, a secondo dei loro interessi culturali e di studio o alla Classe di Scienze o alla Classe di Lettere. I Soci corrispondenti, senza limite di numero, possono essere indifferentemente italiani o stranieri.

Nel corso di questi due secoli di vita, l’Ateneo di Brescia ha visto operare nel suo ambito numerosi personaggi (oltre 1600) noti e meno noti che, comunque, hanno contribuito alla crescita culturale e civile della Città; come si può vedere sfogliando il “Compedio Bio-bibliografico dei Soci dell’Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze Lettere ed Arti, gia Accademia del Diparimento del Mella, dall’anno di fondazione all’anno bicentenario (1802 -2002)”.

L’Ateneo è retto da un Consiglio di presidenza che è eletto dai Soci effettivi e dura in carica tre anni; esso è composto dal Presidente e dal Vice Presidente, dal Segretario (*) e dall’Amministratore, dai Direttori delle due Classi accademiche e da quattro Consiglieri; inoltre partecipano ai lavori del Consiglio: il Vice Segretario, i tre membri del Collegio dei Revisori e i Presidenti emeriti.

Il Consiglio in carica per il triennio 2017-2019 è così formato:

 

Presidente: 
Prof. Sergio Onger
Vice Presidente: 
Prof. Antonio Porteri
Segretario: 
Dott. Luciano Faverzani
Amministratore: 
Prof. Maurizio Pegrari
Direttore Classe di Lettere: 
Prof. Pierfabio Panazza
Direttore Classe di Scienze: 
Prof. Giancarlo Provasi
Consiglieri: 
Prof.ssa Marina Candiani Boni
Prof. Fabio Danelon
Prof. Pietro Gibellini
Dott.ssa Renata Stradiotti
Vice Segretario: 
Prof. Mino Morandini
Collegio Revisori: 
Avv. Marcello Berlucchi
Dott. Francesco Passerini Glazel
Dott. Alessandro Tita
Presidenti Emeriti: 
Prof. Francesco Lechi
Avv. Cesare Trebeschi

 

(*) Per i Presidenti, i Vice Presidenti e i Segretari che si sono succeduti dall’anno di fondazione dell’Ateneo (1802) ai nostri giorni, vedere l’apposito prospetto. [leggi]

 

Le Finalità

 

Fin dalla sua fondazione, le finalità istituzionali dell’Ateneo di Brescia sono quelle di promuovere ricerche e studi in ogni campo dello scibile, con particolare riferimento alle scienze naturali, matematiche e fisiche, alla medicina e alla chirurgia, all’agricoltura, alla zootecnia ed alla veterinaria, all’industria e al commercio, alla letteratura, alla storia locale ed all’archeologia, alle belle arti ed alle arti intese come mestieri.

Tutto ciò, prestando attenzione a quei risvolti pratici ed applicativi insiti nei risultati raggiunti, capaci di elevare culturalmente la società bresciana, ma soprattutto di migliorarla dal punto di vista della salute e dell’economia; presupposto indispensabile, quest’ultimo, perché possa germogliare e fiorire anche il sapere letterario ed artistico.

L’attenzione al concreto è provata dalla organizzazione, almeno nel primo secolo della sua vita, di numerose esposizioni provinciali di agricoltura, di arti e d’industria in cui trovano spazio materiali di diversa tipologia; per esempio, «i prodotti naturali del territorio» vengono messi in mostra con tutti i crismi della scientificità, ma col fine di rendere note le potenzialità del Bresciano a fornire anche minerali e pietre d’opera, economicamente utili per vari tipi di lavorazione.

Oltre a queste periodiche mostre, l’Ateneo è presente anche ad alcune esposizioni nazionali (Milano, Firenze e Torino) ed internazionali (Bruxelles, Parigi, Vienna, Londra e Budapest).

Un altro filone “coltivato” dall’Ateneo è quello della ricerca dell’identità storica bresciana, emersa, per esempio, attraverso gli scavi al Tempio Capitolino, al Teatro e al Foro romano; da qui le grandi scoperte archeologiche (noto è il ritrovamento della Vittoria Alata, del 1826), che hanno portato come positiva conseguenza alla organizzazione del Museo Romano al quale ha fatto seguito, poi, quello Medioevale (il Museo Cristiano).

Solo più tardi anche le ricche collezioni naturalistiche – raccolte e ordinate nell’ambito dell’Ateneo da Eugenio Bettoni, secondo l’auspicio di Gabriele Rosa, nel nome di Giuseppe Ragazzoni – vengono donate alla Città perché sia realizzato il Museo di Storia Naturale.

All’Ateneo inoltre arrivano in dono anche oggetti e opere d’arte che confluiscono, poi, nelle raccolte civiche. Tutto questo sta, evidentemente, a significare che l’Accademia bresciana continua a operare ad esclusivo beneficio della collettività.

L’affermarsi, nel corso dei decenni, di un’attività accademica di indiscusso valore, nel nome della conoscenza e del sapere, richiama l’attenzione di istituzioni e privati che offrono il loro aiuto e divengono, attraverso l’Ateneo, benefattori della cultura della comunità bresciana; è questo un mecenatismo che elargisce somme o lega parte di esse all’Accademia cittadina, attraverso erogazioni una tantum, o periodiche, per la erezione di monumenti, per l’istituzione di premi al merito filantropico o di studio, di premi di laurea o borse di studio, contribuisco a togliere l’Ateneo da un possibile isolamento culturale in cui potrebbe facilmente cadere, per calarlo e farlo vivere, invece, nella realtà del territorio.

I più noti, per esempio, oltre all’esausto lascito Gigola che è stato legato all’abbellimento della città con monumenti (per esempio, al Moretto, a Zanardelli, a Tartaglia), altri che ancor oggi si perpetuano in nome del ricordo, sono: il legato Carini ed i premi Bastianello e Pilati (al merito filantropico), i premi Foresti e Brentana (al merito di studio), i legati Copetta e Cresseri (al merito artistico) e, più recentemente, la borsa di studio e i premi di laurea Pluda e Maternini, nonché il Legato Luigia Ambrosetti per borse di studo per studenti bresciani di Matematica.

Da ultimo, la ripresa nel 2002 del «Premio della Brescianità».